Nuvole nere sul settore retail

Confesercenti continua a lanciare notizie allarmanti.
L’ultima riguarda la previsione che nei prossimi 5 anni ci saranno 81 mila esercizi commerciali in meno, con la conseguente perdita di 202 mila posti di lavoro. Le cause, oltre alla plurinominata crisi, anche il mancato ricambio generazionale .

In particolare il saldo negativo brucerà quasi 16 mila negozi di abbigliamento, più di 5mila negozi di calzature, quasi 7mila negozi di mobili ed elettrodomestici, circa 1500 panetterie, oltre 2mila negozi di fiori.

Nel frattempo la Confesercenti sta raccogliendo firme per una proposta di legge di iniziativa popolare per restituire alle Regioni potere decisionale sulle aperture domenicali dei negozi. Quali saranno la conseguenza di questa possibilità di scelta?

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Prima il benessere, poi il business

Benessere: quali sono le sue declinazioni e quali scenari futuri si dovranno perseguire per la “felicità” delle comunità? E’ questo l’argomento su cui l’Istituto ISIA di Firenze ha gettato la sfida ad un gruppo di professionisti di vari settori attraverso “Less is Next Reloaded”, appuntamento di ricerca e approfondimento sulla sostenibilità, giunto ormai alla 5° edizione.

Tra gli speaker invitati Francesco Belà, fondatore di Mia24: “Il benessere è essenziale nelle aziende. Un sorriso incrementa la performance del 50%! La tematica di questo incontro, la possibilità di confrontarsi con esperti e colleghi, l’interazione con il pubblico sono un mix vincente per un evento che si preannuncia carico di interessanti spunti, da far propri e da rielaborare. Ho accettato volentieri, la vedo come una opportunità di crescita e spero in una bella affluenza”.

All’interno della Biennale Internazionale dei Beni Culturali e Ambientali, organizzata da Fondazione Florens, Less is Next Reload proporrà giovedì 8 Novembre presso Auditorium Sant’Apollonia, via San Gallo 25,una giornata di interventi e workshop per riscoprire il ruolo del designer come progettista e mediatore consapevole di nuove e migliori pratiche.

“Come temporary manager – spiega Belà – mi trovo continuamente di fronte a sfide non solo economiche ma anche psicologiche, soprattutto quando devo intervenire su una situazione difficile che rende instabili gli equilibri della proprietà, del management e dello staff. Il momento di malessere economico si rispecchia sulle aziende, influisce sulla visione dell’imprenditore che si trova a rivalutare la gestione della propria azienda. Scelte indotte da agenti esterni all’azienda possono portare danni sul team e sulle performance provocando il malessere aziendale.

Partendo dalla proprietà, occorre spostare l’attenzione dall’esterno verso l’interno per farle riscoprire la “Sceneggiatura aziendale”. Si mettono in risalto e in rilievo le parole togliendo l’importanza ai numeri. Nel raccontare la propria azienda ci si mette a nudo e ciò fa emergere le cause sottostanti il cambiamento, le involuzioni aziendali, le paure e le difficoltà.

Per l’energia positiva dei manager invece c’è bisogno di un’iniezione di consapevolezza e coraggio. Occorre che prendano decisioni: decisioni consapevoli e non indotte dal momento, dalle banche, dai fornitori, dalla crisi… La paura e l’attendismo paralizzano e la staticità aziendale crea un indotto negativo molto più dannoso del prendere una decisione sbagliata in termini di fatturato.
Ma quello che più conta è il benessere della squadra perché i Brand e le aziende vanno e vengono, sono le persone che li rendono vivi!”

FirenzeToday parla di noi

 

Firenze ha un nuovo team di angeli del business: Mia24 capitanata da Francesco Belà.
L’articolo integrale lo trovate su http://www.firenzetoday.it/economia/manager-in-affitto-toscana-mia24.html

Temporary manager vs dirigenti costosi: 1-0

Un sondaggio in oltre 40 paesi nel mondo, più di 12.000 imprenditori, manager e amministratori delegati di aziende quotate e non: è l’International Business Report della società specializzata Grant Thornton.
Ci leggiamo quest’anno che il 90% degli imprenditori italiani considera che dirigenti ricevano stipendi esagerati (a livello mondiale lo pensano il  66% degli imprenditori).
Se guardiamo la meritocrazia, le percentuali però si invertono: secondo il 90% delle imprese mondiali  i compensi del management dovrebbero essere correlati al raggiungimento degli obiettivi di performance. In Italia questa convinzione è solo per il 68% dei casi (contro la Grecia dove invece vale per il 100%).
Altre informazioni interessanti che emergono dal report:
– ben l’84% degli intervistati italiani sostiene che i ruoli di amministratore delegato e presidente del CdA dovrebbero essere ricoperti da persone diverse per garantire maggiore controllo
– l’88% di italiani afferma che le aziende quotate dovrebbero rendere pubbliche le politiche di remunerazione e i compensi individuali degli amministratori con incarichi esecutivi e non.

A fronte di questi dati, il Temporary Management diventa una soluzione funzionale, adeguata e, in effetti, sempre più ricercata. E’ la soluzione efficace che permette alle Pmi di gestire fasi aziendali strategiche, come risoluzione di problematiche finanziarie o lancio di nuovi prodotti, “prendendo in affitto” per un periodo determinato un manager esperto nel settore. Una soluzione, dunque, flessibile ed economica per l’impresa che la adotta. Ed è proprio la flessibilità la parola d’ordine cui nessuna Pmi può rinunciare in questo periodo di crisi.

Valore aggiunto di questa figura professionale è introdurre in azienda competenze e conoscenze di alto livello, a costi certi e in tempi rapidi. Il Temporary Manager nel periodo in cui opera è parte dell’azienda di cui vive la realtà quotidiana, il contatto con i mercati e i clienti dai quali riceve input che riporta in azienda

I benefici di una società di temporary management sono collegati alla rapidità di intervento che limita ulteriori danni finanziari dovuti alla non soluzione della situazione di crisi, alla flessibità nel creare azioni tailormade sulle esigenze del cliente, all’efficacia di inserirsi in tempi brevi nel tessuto aziendale conoscendo ormai le dinamiche aziendali, sapendo comunicare con le risorse interne e interagire con queste in tempi brevi.

Alle aziende il temporary manager dona un patrimonio di procedure, di collaborazioni e sinergie che potranno fruttare anche in seguito e ampia la loro visione del business dando loro la possibilità di trovare gli spazi di miglioramento che si possono tradurre in un sensibile aumento del margine.

Grazie a questa nuova figura  l’azienda non dovrà rinunciare per cause economiche ad un consulente esperto nel settore.
Attenzione manager: la concorrenza si sta ampliando e i temporary sono competenti e… competitivi!

Temporary Manager – France

In Francia il contesto operativo delle imprese è caratterizzato da una serie
di problematiche legate alla crescita debole, alla scarsa innovazione, ai costi
elevati di manodopera ed energia; pertanto sono numerosissimi gli
interventi di ristrutturazione in atto, anche con riduzione di personale.
In questo contesto il temporary management ha attecchito molto bene
perché da un lato rappresenta una valida risposta alle problematiche che la
congiuntura economica pone alle imprese (bisogno di innovazione e
cambiamento); dall’altro garantisce l’avvio di nuove missioni e nuove
sfide, molto apprezzate dai manager soprattutto con elevata seniority.
Se osserviamo il mercato francese, possiamo notare che esso offre tre differenti fasce di servizio:
• Servizi di gamma alta (o prima fascia) con incarichi di durata media di 6 mesi e con compensi medi annui non inferiori a 100.000 €;
• Servizi di middle management (o seconda fascia) per incarichi in posizioni amministrative e di breve durata (da 15 giorni a 3 mesi);
• Servizi di terza fascia con incarichi di consulenza e piccoli progetti, per problemi operativi di non grande entità e di brevissima durata. Emerge, dunque, che il mercato francese appare ancora molto frammentato, bisognoso di crescita e soprattutto di maggiore consapevolezza del significato e del valore di questo strumento.

Temporary Manager – Deutschland

In Germania la situazione del mercato è stimata in circa cinquecento milioni di
euro, i manager attivi sono circa 5.200 contro i soli 3.000 della Francia, il costo medio giornaliero si attesta attorno ai 970 euro, i principali utilizzatori del servizio sono le aziende del settore automobilistico, delle telecomunicazioni e di ingegneria.
In Germania, come in Inghilterra, prevale l’utilizzo del TM per la gestione di progetti: circa i due terzi hanno riguardato ruoli di top management o di primo riporto funzionale e circa l’80 per cento si è svolto nel territorio tedesco, anche se non è trascurabile la richiesta di manager tedeschi dalla Russia e dall’Asia a testimonianza di un mercato ormai solido ma soprattutto con garanzie di qualità.