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Facebook vs Google Plus

L’andamento deludente in borsa fa insinuare dei dubbi: Facebook sta scricchiolando?
Secondo la classifica dell’American Customer Satisfaction Index che ha valutato oltre 230 societa’ di social media e portali di notizie e informazioni. Google Plus ha conquistato 78 punti su 100; il social in blu 61. A pesare sulla valutazione, la pubblicità e l’introduzione della Timeline.

Fonte Ansa

Quattro tappe per affrontare i trend

I Trend, tecnologici, economici, ambientali, sociali o politici che influenzano il modo in cui le persone percepiscono il mondo che le circonda e plasmano le loro aspettative riguardo ai prodotti e ai servizi, offrono alle imprese opportunità uniche per la crescita. Ma le aziende devono imparare a cavalcarne l’onda del successo. Se non lo fanno, rischiano di esser spazzate via dalla loro potente marea.
1) Identificare i trend significativi
Il primo passo ovvio consiste nell’identificare le tendenze in particolare quelle che risultano marginali dotate del potenziale per rimodellare il vs. business. In qualsiasi momento solo una manciata di trend importanti è in grado di cambiare le aspirazioni, le attitudini e i
comportamenti dei consumatori. Il nostro semplice esercizio può aiutarvi a valutare se certe forze o eventi costituiscono una tendenza che valga la pena sfruttare. Si basa sulle analisi seguenti:
effetto macchia d’olio – i cambiamenti avvengono in diverse aree della vita del consumatore? Per esempio considerate come i social network stiano influenzando le relazioni di amicizia ma anche quelli professionali.
Impatto – quanto sono profondi i cambiamenti nelle priorità delle persone nella percezione del loro ruolo nella società e nelle loro aspettative?
Portata – il trend coinvolge un vasto numero di consumatori attraverso diversi segmenti di
mercato?
Persistenza – ci sono indicazioni che questi cambiamenti saranno la forza dominante nel
comportamento dei consumatori per un lungo periodo?
2) Condurre due esplorazioni separate
Il passo successivo prevede due immersioni profonde completamente distinte.
La prima è negli effetti meno ovvi della tendenza: quali obiettivi, quali tendenze e percezioni importanti stanno emergendo tra i consumatori? la gente sta sviluppando nuove convinzioni riguardo ai ruoli e alle interazioni sociali?
La seconda esplorazione riguarda le percezioni e i comportamenti dei consumatori in relazione alla vostra categoria di prodotto. Diverse tecniche di ricerca possono aiutare bin queste analisi.
3) Confrontare i risultati
Una volta raggiunta una comprensione esaustiva degli aspetti più importanti del trend e della vostra categoria di prodotto, è giunto il momento di immaginare come gli aspetti chiave della tendenza possano entrare in relazione con gli aspetti chiave delle esperienze di consumo della vostra categoria. Potreste scoprire una grande corrispondenza, discrepanza o forse persino un conflitto latente tra la vs categoria e il trend con il quale vi state confrontando.
4) Isolare le strategie possibili
Una volta ottenuta una visione d’insieme su come i concetti importanti relativi alla vs categoria interagiscono con i cambiamenti vitali provocati dai trend negli atteggiamenti dei consumatori, potete determinare quale delle tre strategie di innovazione inseguire. Se la value pro position di base della vs. categoria continua a essere significativa per i consumatori influenzati dal trend, la strategia infondi e accresci vi permetterà di rinvigorire la categoria. Se l’analisi rileva una crescente discrepanza tra la vs categoria e la nuova attenzione dei consumatori, le vostre innovazioni devono trascendere la categoria per integrare i due mondi.
Infine, se gli aspetti della categoria si scontrano con cambiamenti indesiderati che emergono da un trend, potete contrastare questi cambiamenti riaffermando i valori di base della categoria stessa.

Perché le aziende non riescono a sfruttare le tendenze?

Identificare i trend è una cosa. Assicurarsi che il proprio gruppo di sviluppo prodotto li prenda sul serio e li integri nel modo giusto è tutt’altra cosa. Le ns ricerche hanno scoperto tre trappole che possono impedire alle aziende di sfruttare importanti trend di consumo.
1) Ignorare le tendenze che nascono al di fuori del proprio mercato.
La maggior parte delle aziende pensa ovviamente di offrire prodotti all’interno di categorie
predefinite. (“siamo una società di abbigliamento sportivo” “facciamo cosmetici” “progettiamo yacht di lusso” ). Spesso questa convinzione incanala tutto l’impegno per l’innovazione verso bisogni del consumatore ritenuti rilevanti all’interno della categoria. Anche quando le aziende sono alla ricerca sono alla ricerca di bisogni nuovi o latenti, spesso il loro scopo è scoprire i limiti dei propri prodotti esistenti, non inventarne di nuovi che tengano conto dei comportamenti del consumatore provenienti da ambiti lontani.
Risultato? Perdono occasioni generate dai trend che sembrano marginali.
2) Rispondere a un trend in modo superficiale
I trend non passano inosservati: sono messi in risalto dai media e possono influenzare i
dipendenti e i clienti principali di un’azienda. Questo potrebbe spingere gli esperti di ricerca e sviluppo e marketing a cercare di rispondere troppo rapidamente , prima che l’azienda abbia sviluppato una conoscenza profonda di come la tendenza stia influenzando i consumatori.
Risultato? Offerte mal concepite che non parlano ai nuovi bisogni e desideri dei consumatori e che spesso diluiscono,piuttosto che aumentare, l’equity del marchio. Xelibri 6 di Siemens, lo smartphone creato come aspettativa di icona femminile grazie a due specchietti ed ad una forma da trusse da trucco, ma chiaramente non contenendo trucchi. Un fiasco colossale.
3) Aspettare troppo a lungo
Rimandare l’azione può essere altrettanto pericoloso che rispondere troppo rapidamente.
Valutando l’incertezza riguardo all’importanza del trend e ai rischi di integrarlo in modo
scorretto, molte aziende preferiscono lasciare che altri guidino la sperimentazione.
Pensano che se un concorrente trovasse un’innovazione significativa, loro potrebbero seguirlo rapidamente. Questa strategia può funzionare a volte ma non è esente da rischi. Per esempio chi fa la prima mossa spesso preclude agli altri l’accesso a risorse preziose. Un caso su tutti nike+ , un kit e servizio web con partnership nike-apple che chiaramente viste le posizioni di entrambe le aziende, se un competitor volesse intentare l’entrata in una parte di mercato con qualcosa di simile, si troverebbe forse dif ronte una salita invalicabile.

Nuove tendenze e nuovi trend da integrare con il proprio business

L’avvertimento è: non ignorate le nuove tendenze che potrebbero sconvolgere il vs. business. L’attenzione dei manager deve essere massimale e devono essere spronati a pensare in modo più aperto e creativo a come i trend possono generare nuove value pro position nei loro mercati principali e fornire qualche consiglio di alto livello su come rendere le organizzazioni di ricerca di mercato e di sviluppo prodotto più pronte ad analizzare e sfruttare le tendenze.
A prima vista sembrerebbe di impiegare grandi risorse per integrare elementi di una tendenza apparentemente irrilevante nelle proprie offerte più essenziali difficilmente valga lo sforzo.
Le aziende posso adottare tre linee strategiche d’innovazione che possono seguire i trend
rilevanti:
Possono fondere aspetti del trend nella loro categoria per accrescere i prodotti e servizi.
Possono abbinare aspetti del trend con attributi della loro categoria per produrre offerte
radicalmente innovative che trascendano dalla categoria tradizionale e ne creino una nuova
Possono contrastare effetti della tendenza percepiti come negativi, sviluppando prodotti e
servizi che riaffermino i valori tipici della categoria.
Infondere e accrescere
L’obiettivo di questa linea guida e strategia consiste nel progettare un nuovo prodotto o
servizio che mantenga la maggior parte degli attributi e delle funzioni tipiche dei prodotti della sua categoria, ma ne aggiunga anche altri rivolti ai bisogni e ai desideri scatenati da un trend importante. In altre parole, questa strategia prevede l’accrescimento della categoria esistente, non l’invenzione di una categoria nuova.
Abbinare e trascendere
Questa strategia è piu radicale dell’approccio infondi-e-accresci. Implica l’abbinamento di
aspetti di value pro position di prodotti già esistenti con attributi che soddisfino le aspirazioni le
attitudini e i comportamenti che nascono da una tendenza per creare un’esperienza originale che potrebbe traghettare l’azienda in uno spazio di mercato completamente nuovo.
Contrastare e riaffermare
Questo approccio comporta lo sviluppo di prodotti o servizi che enfatizzino i valori
tradizionalmente associati con la categoria per fare in mopdo che i consumatori cancellino, o almeno mettano temporaneamente da parte, gli aspetti di trend che considerano negativi.

Passa parola che ti fa bene!

Il passaparola (in inglese WOM, word of mouth) è considerata la migliore forma di pubblicità, perché è convincente, credibile e gratuito. Secondo dati Nielsen dell’aprile 2009, la miglior fonte di informazione a cui credere è “una persona che conosco” con il 90% di fiducia, seguita poi da recensioni on line 70%, televisione 62%, Radio 55%, contenuti editoriali 69%, newsletter a cui si è iscritti 54%.
L’influenza è così forte perché si pensa che “se qualcuno ci raccomanda un qualcosa mette in prima linea la sua reputazione ed è quindi convinto di quello che vi sta suggerendo”.
Come fare ad accrescere il passaparola?
La premessa fondamentale è lavorare sulla professionalità, sulla qualità del prodotti e del servizio, sull’atteggiamento dello staff.
Ma non basta: solo circa il 15% della clientela è un potenziale influenzatore. Anzi, a dir la verità, un influenzatore potrebbe anche non essere ancora cliente.
Riconoscerli è fondamentale: potremmo definirli quasi degli “opinion maker“, persone cioé che, grazie al loro carisma, alla capacità di comunicare possono indirizzare le scelte della vasta cerchia di persone con cui sono in contatto.
Una volta riconosciuti, occorre colpirli: occorre capire il perché parlino del vostro business e convincerli con la giusta campagna a parlarne anche di più.
Il passaparola funziona maggiormente quando si ha qualcosa di nuovo da raccontare: l’errore da non commettere è concentrarsi su quello che si vuole dire, bisogna capire quello che gli influenzatori vorranno raccontare del vostro business al loro “mondo”.

Nel corso del tempo, le campagne per stimolare il passaparola dovrebbero diventare sempre più mirate, puntando al massimo sugli influenzatori. Dando loro i giusti strumenti per diffondere il vostro messaggio, i risultati potrebbero essere eclatanti. Occorre monitorare e misurare il successo delle campagne ma in generale con questa azioni di direct marketing, il ROI arriva a livelli molto alti.