Emirati Arabi e Cile tra le icone del futuro secondo FutureBrand

FutureBrand ha deciso di stravolgere le certezze di molte persone. Non saranno Cina, Brasile e India i paesi del futuro! Il BRIC è stato superato da Emirati Arabi, Cile e Malesia.

I paesi sono stati valutati su vari aspetti economici e sociali: crescita del Pil, dipendenza dalle risorse, capacità di investimento interno, qualità del capitale umano, governance e influenza culturale.

Lo stato arabo gode di ottima salute: le immense ricchezze derivanti dagli idrocarburi vengono reinvestite all’interno. Dalle infrastrutture alla sanità, dall’istruzione alla diversificazione industriale, fondamentale per garantire l’occupazione a quanta più popolazione possibile. Accanto all’apertura commerciale e una alta qualità della vita, l’unico neo sembra essere ancora  l’ineguale distribuzione della ricchezza: troppa nelle mani di troppo pochi.

Il secondo posto del Cile si spiega con la poca corruzione e la molta legalità di questa evoluta democrazia, ma anche con la quota – non trascurabile – di spesa pubblica che il paese reinveste nello sviluppo armonico della società: assistenza sanitaria, istruzione, edilizia.
Brilla la Malaysia per il fatto di essere una macchina da export, con tanta manodopera qualificata, un regime normativo e legale stabile e persino buone chance sul fronte del turismo naturalistico.

A sorpresa, tra i paesi da tenere d’occhio spunta anche la Colombia. Bogotà deve ancora risolvere molti dei suoi buchi neri in materia di sicurezza, ma l’arrivo di un governo stabile, che può contare sul supporto popolare, sta aiutando il paese a uscire dalle sue secche. Si investe in infrastrutture, si ampliano i trasporti pubblici, il Pil scoppietta, le esportazioni letteralmente decollano. E qualcuno comincia a mettere il segno più anche alla voce “qualità della vita”.

Annunci

Bollettino Agosto BCE

La sintesi del bollettino di Agosto della BCE:

– incremento dei tassi di insolvenza pronunciato per le aziende italiane e moderato per quelle olandesi e tedesche
– Ripresa moto graduale
– Inflazione in calo nel corso del 2012 con una discesa sotto il 2% nel 2013
– la 
 Banca centrale europea “può condurre operazioni di mercato aperto definitive di entità adeguata a conseguire il proprio obiettivo”, nell’ambito del proprio mandato e dopo l’attivazione del salvataggio tramite i fondi Efsf-Esm da parte dei Paesi in difficoltà
– Il tasso di disoccupazione nell’Eurozona “continua ad aumentare”, specie fra i lavoratori più giovani, e gli indicatori “segnalano ulteriori perdite di posti di lavoro, a ritmo sostenuto, sia nell’industria sia nei servizi all’inizio del terzo trimestre del 2012”.
– “soprattutto le banche in Italia, Spagna e Francia hanno trainato la domanda di rifinanziamento della Bce” nel 2011, con le italiane che hanno superato i 200miliardi a fine anno.
– “occorrono correzioni strutturali nell’ambito delle finanze pubbliche, degli squilibri macroeconomici e della stabilità finanziaria, che competono ai governi nazionali dei Paesi dell’area euro”.

Fonte Ansa

Facebook vs Google Plus

L’andamento deludente in borsa fa insinuare dei dubbi: Facebook sta scricchiolando?
Secondo la classifica dell’American Customer Satisfaction Index che ha valutato oltre 230 societa’ di social media e portali di notizie e informazioni. Google Plus ha conquistato 78 punti su 100; il social in blu 61. A pesare sulla valutazione, la pubblicità e l’introduzione della Timeline.

Fonte Ansa

Temporary Manager – France

In Francia il contesto operativo delle imprese è caratterizzato da una serie
di problematiche legate alla crescita debole, alla scarsa innovazione, ai costi
elevati di manodopera ed energia; pertanto sono numerosissimi gli
interventi di ristrutturazione in atto, anche con riduzione di personale.
In questo contesto il temporary management ha attecchito molto bene
perché da un lato rappresenta una valida risposta alle problematiche che la
congiuntura economica pone alle imprese (bisogno di innovazione e
cambiamento); dall’altro garantisce l’avvio di nuove missioni e nuove
sfide, molto apprezzate dai manager soprattutto con elevata seniority.
Se osserviamo il mercato francese, possiamo notare che esso offre tre differenti fasce di servizio:
• Servizi di gamma alta (o prima fascia) con incarichi di durata media di 6 mesi e con compensi medi annui non inferiori a 100.000 €;
• Servizi di middle management (o seconda fascia) per incarichi in posizioni amministrative e di breve durata (da 15 giorni a 3 mesi);
• Servizi di terza fascia con incarichi di consulenza e piccoli progetti, per problemi operativi di non grande entità e di brevissima durata. Emerge, dunque, che il mercato francese appare ancora molto frammentato, bisognoso di crescita e soprattutto di maggiore consapevolezza del significato e del valore di questo strumento.

Temporary Manager – Deutschland

In Germania la situazione del mercato è stimata in circa cinquecento milioni di
euro, i manager attivi sono circa 5.200 contro i soli 3.000 della Francia, il costo medio giornaliero si attesta attorno ai 970 euro, i principali utilizzatori del servizio sono le aziende del settore automobilistico, delle telecomunicazioni e di ingegneria.
In Germania, come in Inghilterra, prevale l’utilizzo del TM per la gestione di progetti: circa i due terzi hanno riguardato ruoli di top management o di primo riporto funzionale e circa l’80 per cento si è svolto nel territorio tedesco, anche se non è trascurabile la richiesta di manager tedeschi dalla Russia e dall’Asia a testimonianza di un mercato ormai solido ma soprattutto con garanzie di qualità.

Temporary manager – The Nerthelands

In Olanda, il temporary management è una prassi gestionale
ormai acquisita da oltre trent’anni: le imprese non hanno più esitazione o
incertezze nell’utilizzo di competenze manageriali temporanee per qualsiasi
processo di cambiamento sia come gestione di crisi sia come tournaround
strategico. Anche in Olanda, come in Inghilterra, esiste un’associazione
professionale degli interim manager (l’ORM) che ha avuto un ruolo
determinante nella crescita registrata negli ultimi anni e risultante dai dati
numerici relativi ai manager disponibili e potenziali nel Paese: le
dimensioni del mercato superano i cinquecento milioni di euro, il tasso di
crescita stimato per i prossimi anni si attesta al 25-30 per cento circa, il
numero totale dei manager attivi è oltre le 2.500 unità (su 70.000 iscritti
come liberi professionisti presso la Camera di Commercio).
La motivazioni più frequente per il ricorso al TM è la gestione del cambiamento aziendale, inteso sia a livello direttivo sia a livello di gestione funzionale.

Temporary manager – UK

In Inghilterra, dove il servizio è meglio noto come “interim management” e dove è attivo l’Institute of interim management, si è consolidata la consapevolezza che il temporary management rappresenti una risorsa strategica di successo; non a caso, è qui che il mercato dei temporary manager presenta le caratteristiche più soddisfacenti: nel 2007 la dimensione del mercato ha superato il miliardo di sterline, il tasso di crescita negli ultimi tre anni è stato del 25 per cento, il numero totale degli interim manager ha superato le 5.000 unità e per la maggior parte si tratta di manager over cinquanta impegnati in progetti di durata media non superiore ai sei mesi e ad un costo medio giornaliero superiore alle 1.000 sterline.
Nel 2007 le aziende sono ricorse a TM in maggioranza per questioni di IT e produzione (30%), per progetti speciali (29%), per aiuti nelle risorse umane (19%),  per progetti finanziarie (14%) e per il marketing (8%).