Un minimo di positività – Tod’s: ricavi preliminari 2012 +7, 8%

(ANSA) – MILANO, 23 GEN – Tod’s chiude il 2012 con vendite pari a 963,1
milioni in crescita del 7,8% rispetto al 2011. Nel solo quarto trimestre, si
legge in una nota al termine del cda che ha approvato i dati preliminari, i
ricavi dono stati pari a 213,2 milioni (+9,6%). ”Sono pienamente
soddisfatto e – commenta il presidente Diego Della Valle – la favorevole
composizione dei ricavi mi permette di guardare con fiducia anche agli utili
che ritengo possano aumentare rispetto ai già ottimi livelli del 2011”.

Complimenti a Tod’s.

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Crollo della pubblicità

Leggiamo sul sito ANSA:
ROMA, 23 GEN – Ancora in picchiata il mercato pubblicitario nel
mese di novembre. Nel penultimo mese dell’anno scorso – rileva Nielsen – il
calo dell’advertising in Italia e’ stato del 23% portando la variazione
complessiva rispetto al 2011 al 14%. Negli 11 mesi del 2012, gli
investimenti in televisione registrano una flessione del 15,3%. Perdono il
16,9% i quotidiani, il 17,8% i periodici, il 10,2% la radio e ben il 24,9%
il cinema. Internet si conferma in crescita (+7,1%), ma con un ritmo piu’
contenuto.

Quale sarà il futuro della comunicazione?
In quali canali si investirà nel prossimo anno?

Nuvole nere sul settore retail

Confesercenti continua a lanciare notizie allarmanti.
L’ultima riguarda la previsione che nei prossimi 5 anni ci saranno 81 mila esercizi commerciali in meno, con la conseguente perdita di 202 mila posti di lavoro. Le cause, oltre alla plurinominata crisi, anche il mancato ricambio generazionale .

In particolare il saldo negativo brucerà quasi 16 mila negozi di abbigliamento, più di 5mila negozi di calzature, quasi 7mila negozi di mobili ed elettrodomestici, circa 1500 panetterie, oltre 2mila negozi di fiori.

Nel frattempo la Confesercenti sta raccogliendo firme per una proposta di legge di iniziativa popolare per restituire alle Regioni potere decisionale sulle aperture domenicali dei negozi. Quali saranno la conseguenza di questa possibilità di scelta?

13.000 imprese straniere in Italia

Ecco i dati in sintesi emessi dalla Confesercenti:
– nei primi nove mesi del 2012 le imprese individuali con titolari extra ue crescono di 13mila unità
–  In dieci anni il loro peso sul totale delle imprese è passato dal 2% a quasi il 9%
– Nel terzo trimestre 2012 le imprese individuali registrano un saldo positivo di 5 mila unità di cui l’85% è dato appunto da imprese di immigrati
– Il 44% delle imprese individuali straniere svolge attività di commercio, un altro 26% è nel settore delle costruzioni e un 10% nella manifattura. L’80% delle ditte si concentra quindi in soli 3 comparti, dove anche la crescita malgrado la crisi e’ stata sostenuta.
– Le imprese gestite da stranieri producono circa il 5,7% della intera ricchezza del nostro paese
– Piu’ del 57 per cento delle imprese si concentra in cinque regioni: il 18,6% in Lombardia, il 10,5% in Toscana, il 9,7 circa in Emilia Romagna e Lazio e l’8,6 in Veneto.
– Le provincie con più imprese “straniere”: Prato dove il 37% delle imprese individuali sono straniere, Milano (il 19%), Firenze (il 17%), Reggio Emilia e Trieste

Nuove imprese, nuovi imprenditori…
Per il futuro sarebbe interessante leggere di nuove società, nuovi capitali, investimenti stranieri nel nostro paese…

Prima il benessere, poi il business

Benessere: quali sono le sue declinazioni e quali scenari futuri si dovranno perseguire per la “felicità” delle comunità? E’ questo l’argomento su cui l’Istituto ISIA di Firenze ha gettato la sfida ad un gruppo di professionisti di vari settori attraverso “Less is Next Reloaded”, appuntamento di ricerca e approfondimento sulla sostenibilità, giunto ormai alla 5° edizione.

Tra gli speaker invitati Francesco Belà, fondatore di Mia24: “Il benessere è essenziale nelle aziende. Un sorriso incrementa la performance del 50%! La tematica di questo incontro, la possibilità di confrontarsi con esperti e colleghi, l’interazione con il pubblico sono un mix vincente per un evento che si preannuncia carico di interessanti spunti, da far propri e da rielaborare. Ho accettato volentieri, la vedo come una opportunità di crescita e spero in una bella affluenza”.

All’interno della Biennale Internazionale dei Beni Culturali e Ambientali, organizzata da Fondazione Florens, Less is Next Reload proporrà giovedì 8 Novembre presso Auditorium Sant’Apollonia, via San Gallo 25,una giornata di interventi e workshop per riscoprire il ruolo del designer come progettista e mediatore consapevole di nuove e migliori pratiche.

“Come temporary manager – spiega Belà – mi trovo continuamente di fronte a sfide non solo economiche ma anche psicologiche, soprattutto quando devo intervenire su una situazione difficile che rende instabili gli equilibri della proprietà, del management e dello staff. Il momento di malessere economico si rispecchia sulle aziende, influisce sulla visione dell’imprenditore che si trova a rivalutare la gestione della propria azienda. Scelte indotte da agenti esterni all’azienda possono portare danni sul team e sulle performance provocando il malessere aziendale.

Partendo dalla proprietà, occorre spostare l’attenzione dall’esterno verso l’interno per farle riscoprire la “Sceneggiatura aziendale”. Si mettono in risalto e in rilievo le parole togliendo l’importanza ai numeri. Nel raccontare la propria azienda ci si mette a nudo e ciò fa emergere le cause sottostanti il cambiamento, le involuzioni aziendali, le paure e le difficoltà.

Per l’energia positiva dei manager invece c’è bisogno di un’iniezione di consapevolezza e coraggio. Occorre che prendano decisioni: decisioni consapevoli e non indotte dal momento, dalle banche, dai fornitori, dalla crisi… La paura e l’attendismo paralizzano e la staticità aziendale crea un indotto negativo molto più dannoso del prendere una decisione sbagliata in termini di fatturato.
Ma quello che più conta è il benessere della squadra perché i Brand e le aziende vanno e vengono, sono le persone che li rendono vivi!”

La classifica delle aziende italiane by Mediobanca

Ecco la graduatoria delle aziende Italiane secondo Mediobanca (valori in migliaia di euro)

1) ENI € 109.589.000
2) EXOR € 84.359.000 (quasi + 26 miliardi rispetto al 2010, sale di un posto)
3) ENEL € 77.573.000 (nonostante un +6 miliardi scende dal 2° al 3°)
4) GSE – GESTORE DEI SERVIZI ENERGETICI € 30.027.434 (sale di un posto dal 2010)
5) TELECOM ITALIA € 29.282.000 (+ 2 milioni ma scende dal 4° al 5°)
6) FINMECCANICA € 17.318.000 (perde 1 miliardo di fatturato ma resta stabile come posizione)
7) ESSO ITALIANA € 12.662.146 (guadagna quasi 2 miliardi i in più e sale dal 8° al 7°)
8) EDIZIONE € 12.253.000 (scende di 1 posto)
9) EDISON € 11.381.000 (+1 miliardo ma stabile al 9°)
10) SARAS – RAFFINERIE SARDE € 10.960.866 (+2,5 miliardi sale di un posto)
11) RIVA FIRE € 10.015.077 (+2 miliardi circa sale di un posto)
12) POSTE ITALIANE € 10.014.189 (guadagna neanche 30 milioni di euro in più ma 2 posizioni)
13) TOTALERG € 8.151.668 (sale dal 13° al 14°)
14) KUWAIT PETROLEUM ITALIA € 7.638.605 (scende di una posizione)
15) PRYSMIAN € 7.583.000 (dal 26° posto passa al 15° con un incremento del fatturato di 3 miliardi)
16) ERG € 6.770.291 (21° posto nel 2010)
17) SUPERMARKETS ITALIANI € 6.445.180 (scendono di 1 posto)
18) FERROVIE DELLO STATO ITALIANE € 6.344.000 18 (cadono di 3 posti dal 15° al 18°) 6.237.000 15
19) LUXOTTICA GROUP € 6.222.483 (stabile con un lieve incremento nel fatturato)
20) A2A € 6.096.000 (passa dal 18° al 20°)

Il Sole 24 Ore approfondisce i risultati:
Eni è al primo posto per fatturato e risultato netto (6,86 miliardi di profitti).
Male per Telecom Italia (-4,7 miliardi, a causa della svalutazione degli avviamenti), seguita da Finmeccanica (-2,3 miliardi) e Edison (-871 milioni)

Podio per le aziende con maggior occupazione:
1) Poste italiane 148.500 addetti
2) Exor-Fiat (81.300 dipendenti sui 273.460 totali)
3) Ferrovie dello Stato (73.600).
Enel è l’azienda più esposta per debiti: 63,2 miliardi, dopo l’acquisizione della spagnola Endesa, ma si salva con un buon risultato netto 4,15 miliardi.
Banche:
1)  UniCredit ( attivo tangibile 911 miliardi)
2) Intesa-Sanpaolo (624 miliardi)
3)  Mps (238 miliardi).

Più sotto sale dall’undicesima alla decima posizione Dexia Crediop, scambiandosi il posto con la Cassa di risparmio di Parma e Piacenza. Nella top 20 del credito spunta Banca Mediolanum, in ventesima posizione, al posto che era di Banca Sella, oggi 21-esima.

Save the date: Less is next Reloaded, 8 Novembre 2012, Firenze

L’Istituto ISIA di Firenze ci ha invitati a partecipare a  “Less is Next Reloaded”, appuntamento di ricerca e approfondimento sulla sostenibilità e ci ha gettato la sfida di parlare di benessere.

L’appuntamento si inserisce all’interno della Biennale Internazionale dei Beni Culturali e Ambientali, organizzata da Fondazione Florens, e si svolgerà giovedì 8 Novembre presso Auditorium Sant’Apollonia, via San Gallo 25. Vi aspettiamo!

100.000 imprese muoiono.. e non ne nascono abbastanza

Leggiamo sull’Ansa l’allarme lanciato dal presidente nazionale di Confesercenti, Marco Venturi, a Cagliari per il congresso regionale sardo:

”Stiamo assistendo a un’inversione – ha spiegato – prima le attività che aprivano erano sempre maggiori rispetto a quelle che chiudevano. Ora sta diventando il contrario”. La ripresa e’ possibile ”solo con meno pressione fiscale”.

Limoni Profumerie: un nuovo piano industriale

Dopo 2 anni critici, la catena di profumerie Limoni riparte con un piano industriale, finalizzando all’inizio di agosto un accordi di ristrutturazione finanziaria con alcune banche tra cui la ING. Nel 2011 erano ben 365 milioni di euro di debiti registrati a fronte di un fatturato di 318 milioni di euro.
Limoni possiede il 15%
 delle quote di mercato nel settore della profumeria selettiva con 430 negozi in Italia.

Il piano industriale prevede la chiusura di 40 negozi nei prossimi tre anni (2012-14) e nel contempo un investimento di 50 milioni di euro programmato sul triennio 2013-15 che sarà dedicato alla ristrutturazione e all’apertura di nuovi negozi.
L’azienda punta alla razionalizzazione dell’assortimento in modo da arrivare ad una scelta meno ampia ma più pertinente all’interno di queste tre tipologie dando grande spazio ai marchi selettivi nelle fragranze, nei cosmetici e nel make-up. Seguendo questa strategia Limoni conta di arrivare nel 2015 a un fatturato di 350 milioni di euro, con un margine operativo lordo (Ebitda) di 40 milioni di euro, tornando così ai livelli del 2010.Il salvataggio è stato raggiunto grazie al fondo specializzato in ristrutturazioni Orlando Italy Management che subentra nel capitale dell’azienda. Questo rileverà il 50% del controllo di Limoni, mentre Bridgepoint controllerà l’altro 50% delle quote. L’accordo perfezionato in agosto prevede “l’iniezione di 40 milioni di euro di nuova finanza, e la rinuncia di circa 260 milioni di indebitamento bancario e di circa 30 milioni di finanziamento soci”, indica la catena in un comunicato.

Limoni raggiunge così una struttura patrimoniale e finanziaria solida e sostenibile nel lungo periodo, con un debito bancario ridotto a 114 milioni di euro che sarà rimborsato in un’unica soluzione a fine 2017. Il nuovo patrimonio netto è di oltre 70 milioni di euro.

La ricetta Kodak per risalire al top

Nuove soluzioni commerciali, di imballaggio, di stampa funzionale e nei servizi alle imprese: ecco le nuove priorità dell’ azienda Eastman Kodak per riorganizzarsi come azienda concentrata soprattutto sulle soluzioni  Di conseguenza, l’azienda ha iniziato i processi di vendita per le sue attività leader del mercato di imaging personalizzate e di imaging dei documenti.

Kodak è convinta che la vendita di questi prodotti, insieme alle iniziative per la riduzione dei costi, la limitazione delle sue passività ereditate e la monetizzazione del portafoglio dei suoi brevetti di imaging digitale, costituiranno delle pietre miliari significative verso il completamento della riorganizzazione dell’azienda e della riemersione al successo.