Congiuntura flash: Maggio secondo il Centro Studi Confindustria

La situazione che ci presenta la Congiuntura (Csc) Flash di maggio del Centro Studi Confindustria non è delle migliori: la domanda interna (specie i consumi) cala più del previsto e l’export ha perso slancio rispetto a qualche mese fa, nonostante il commercio mondiale vada meglio». Il mondo del lavoro in difficoltà paralizza i giovani e le famiglie: il tasso di disoccupazione era a marzo al 9,8%. Questo scoraggiamento ha portato in Aprile i consumi ai minimi storici. La recessione non migliora e sembra che a seguirci potrebbe esserci anche la Germania e i Paesi Bassi; qui é scoppiata la bolla immobiliare, che rimane invece gonfia e minacciosa in Francia. L’economia tedesca nel complesso si espande, grazie ai servizi; ma l’impostazione deflazionistica per migliorare la competitività vacilla.

Sale anche la probabilità di una caduta del pil nel 2° trimestre 2012 più accentuata di quella prevista dal Csc a dicembre (-0,3%) e forse di quella stimata per il primo (-1,0%).
Il credit crunch si «è ulteriormente accentuato, sebbene i tassi abbiano smesso di salire; le banche denunciano tuttora difficoltà di raccolta e tendono a diminuire gli attivi».

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Richard Ginori in liquidazione

Non bastano 277 anni di storia per evitare di cadere. Purtroppo leggiamo dal Sole 24 Ore che Richard Ginori, storica manifattura di porcellane di Sesto Fiorentino (Firenze) è stata schiacciata da 30 milioni di debiti e da una grave crisi di liquidità. Ieri l’assemblea straordinaria ha votato la messa in liquidazione della società presieduta da Roberto Villa, che alla testa di Starfin spa l’aveva rilevata nel 2007, e nominato i tre liquidatori che avranno il compito di gestirne il destino. Si tratta dello stesso Villa, di Marco Milanesio (presidente del collegio dei liquidatori) e di Nicola Lattanzi.
L’azienda conta 332 dipendenti e nessuno ha mai messo in dubbio la qualità della produzione di piatti e porcellane.
Dopo le perdite del 2011 (38,8 milioni quelle della capogruppo, che hanno portato il patrimonio netto negativo per 19,3 milioni), il capitale sociale era stato ridotto fino a finiere al di sotto del limite legale. In assenza di ricostituzione e di nuovi investitori, la strada è stata obbligata.
Peccato perché nello stesso anno la ripresa del fatturato (+24% con un totale di 44 milioni nel 2011) era stata elevata. 

L’uomo del momento: Enrico Bondi, il super manager

Enrico Bondi, il risolutore: nato ad Arezzo, laureato in Chimica, è stato amministratore delegato di molte importanti aziende, entro metà maggio dovrà consegnare la sua ricetta per la Spending Review (letteralmente tradotta significa “Revisione della spesa): un programma di tagli alla pubblica amministrazione di cui avrà la responsabilità, per circa 2 miliardi di euro.
Bondi è l’uomo delle riprese che traghettò Montedison dalla chimica all’energia e che nel 2003, da commissario straordinario dopo il crack di Parmalat, riuscì a portare l’azienda da un buco di circa 14 miliardi ad una liquidità di 1,4 miliardi prima di venderla all’Opa dei francesi di Lactalis, vendita che comunque considerò una quasi sconfitta…
In una sua intervista declina i suoi valori per aiutare le aziende “leggerezza, rapidità, senso dell’equilibrio, visibilità e coerenza” .
Come si muoverà il manager nella sua nuova sfida? Gli strumenti necessari sono semplicemente gli stessi di un’azienda in crisi: Analisi, pianificazione, controllo.
Analisi: Prima di tutto Bondi si dovrà tuffare nel mare di spese per le forniture per i ministeri, le regioni e gli enti locali: quasi 140 miliardi all’anno, analizzando i livelli di spesa per ogni voce di costo.  Il compito non è facile per la molteplicità di soggetti coinvolti nell’azione: dalla sua Bondi avrà la capacità di segnalare – direttamente al consiglio dei ministri – tutte quelle norme e quei regolamenti che, in quanto determinano spese o voci di costo per la Pa, possono essere razionalizzate e se lo riterrà opportuno, potrà proporre al Governo la sospensione o anche la revoca di procedure per l’acquisto di beni e servizi o, ancora, potrà imporre alle amministrazioni di fornire informazioni aggiuntive in merito a una determinata operazione.
Insomma la facoltà di accedere a tutte le informazioni necessarie.
Pianificazione: Una volta raccolti i dati il manager dovrà riorganizzare e coordinare tutti gli approvvigionamenti mantenendo la spesa sotto i livelli da lui stesso stabiliti.
Controllo: ad oggi è ancora presto per sapere quali strumenti saranno utilizzati per monitorare i progressi, benché si è già stabilita la cadenza mensile per gli aggiornamenti sullo sviluppo del progetto.